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Comune di COLLEPARDO
(Frosinone) - Italia

Archivio fotografico

La Croce "della Vicènda" (n. 2 foto + 1 video)

Da tempo immemorabile sull’antica strada pedonale che da Collepardo, passando per la Santissima, conduce alla Certosa di Trisulti c’era una grande croce di legno, in località denominata "Vicènda" o "Vicènna" perché in quella zona le coltivazioni dei terreni si avvicendavano, cioè venivano effettuate a rotazione.

Intorno agli anni ’60 la croce è caduta, a causa dei venti e delle intemperie.

L'8 novembre 2008, per iniziativa di un gruppo di amici collepardesi, è stata installata nello stesso posto una nuova croce in ferro, benedetta dal parroco don Virginio Ciavardini.
Promotore dell'iniziativa è stato Vincenzo De Sanctis, con la collaborazione di Tito Rondinara, Andrea Ditacco e Giuseppino Caponera.

 

Foto n. 1: fine anni '30.
I quattro più in alto sono, da sinistra, Massimino Sarandrea, Massimino Tolomei, Antonietta Santucci e Alberto Liberatori.
I primi tre seduti a sinistra sono i fratelli Egidi, poi col vestito bianco e nero Olimpia Sarandrea, quindi in piedi Lamberto Orfei.
Seduta con le gambe incrociate: Clelia Tagliaferri, poi Raniero... con la maglia a righe, il piccolo Cesidio Ianni in alto e, ultimo a destra in basso, Francesco Santucci.

 

Foto n. 2: 1946.
La donna a destra è Giovanna Bussiglieri (1928-1953).
Chi riconosce gli altri due può segnalarlo all'indirizzo ragioneria@collepardo.it Grazie.

 

Video:

L'antica strada Collepardo-Santissima-Vicènda-Cappellette

 
La prima croce di legno è riportata anche in una carta del 1761 conservata nell'Archivio storico comunale di Collepardo, della quale viene qui mostrata una parte:

Sulla carta stessa sono riportate le seguenti indicazioni:
- alla lettera A (in alto a destra): "Monastero di Trisulti";
- alla lettera G (al centro): "Cappella" (le attuali Cappellette);
- al numero 19: "Vicende del Monastero" (cioè il terreno di proprietà della Certosa);
- al numero 21 (sopra il 19): "Colle Aspro dove è un sasso con una croce di legno, alias Colle Martelocco".

 


La seconda croce della Vicènda

Durante il periodo dell'occupazione (novembre 1943 - giugno 1944) i soldati tedeschi effettuavano le loro esercitazioni militari in località Santissima - Porta Laduni (nella zona dove è oggi il campeggio). Qui utilizzavano i giovani di Collepardo per tagliare il legname e costruire finti veicoli militari, con i quali si esercitavano simulando combattimenti. Qui piazzarono anche una mitragliatrice (vera) per fare il tiro a segno sul versante opposto della vallata, dove passava la vecchia strada per Trisulti.

Un giorno, precisamente l'8 marzo 1944 (*), presero di mira un uomo che stava percorrendo un tratto scoperto di quella strada, poco più in basso della Vicènda. Gli spararono ripetutamente finché non venne colpito ad una gamba e morì dissanguato: si chiamava Sisto Toti, aveva 73 anni, era di Alatri e spesso si recava alla Certosa per svolgere alcuni lavori per i monaci.

Su questo episodio Ezio Rondinara (1904-1997) ricordava: "Dopo che quell'anziano di Alatri morì, i tedeschi mi ordinarono di andare a recuperare il cadavere, insieme ad altre due persone. Volevano darmi un attrezzo di legno formato da due assi ed alcune tavole, che veniva usato per tirare fuori dalle stalle lo sterco dei cavalli. Io mi rifiutai decisamente di prenderlo e dissi che, una volta arrivato sul posto, avrei potuto tagliare qualche ramo dagli alberi e realizzare una specie di barella. Così feci e riuscii a trasportare quel povero cadavere al cimitero."

In quel luogo, a ricordo di quel caduto, fu poi piantata un'altra piccola croce metallica.


(dall'opuscolo di Maurizio Grande "I collepardesi e la guerra, dal Risorgimento alla Liberazione", 2004, pag. 35)
(*) nell'opuscolo è erroneamente indicato "8 aprile 1944".


 

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