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Comune di COLLEPARDO
(Frosinone) - Italia

Personaggi:

Tommaso Di Nunzio

Padre Cesare da Collepardo
al secolo Tommaso Di Nunzio
(1882-1937)

Tommaso DI NUNZIO nacque a Collepardo (FR) il 18 aprile 1882, dai coniugi Nicola Di Nunzio e Maria Biondi.

Il cognome Di Nunzio non è tipico di Collepardo, nonostante anche il padre Nicola sia nato qui nel 1861. Egli faceva il sarto; anzi apparteneva ad una famiglia di sarti: sappiamo, infatti, che anche Bernardo Di Nunzio, nonno paterno di Tommaso, svolgeva tale professione a Collepardo. E così pure era sarto un altro della stessa famiglia, di nome Giuseppe. L’8 ottobre del 1882 (quando il piccolo Tommaso non aveva ancora compiuto sei mesi) suo padre Nicola morì, a soli 21 anni.

La madre Maria Biondi (questo invece è un cognome tipicamente collepardese) era nata a Collepardo nel 1860 e, dopo essere rimasta vedova, contrasse seconde nozze nel 1906 con Giovan Battista Fiormonte, dal quale ebbe altri figli.

Da alcuni appunti lasciati dal comm. Augusto Santucci, cultore di storia locale, che era appena di un anno più giovane di lui, sappiamo che quel ragazzo, per la sua intelligenza e bontà, era prediletto sia dall’insegnante della scuola elementare, don Giuseppe Rondinara, sia da quello di lingua latina, l’arciprete don Celestino Graziani.

Il giovane Tommaso, rompendo una tradizione familiare, intraprende gli studi ginnasiali, ma appena quindicenne manifesta la sua vocazione religiosa. Tramite l’interessamento di padre Serafino Achille, un altro cappuccino di Collepardo, il giovane Tommaso entra nel Colleggetto Serafico di Sommariva Bosco (prov. di Cuneo). Insieme a lui entrano nel collegio cappuccino altri due giovani collepardesi: Benedetto Liberatori (anch’egli di 15 anni) e Luigi Sciocchetti (di 13), ma entrambi qualche anno dopo vengono dimessi: uno per cattiva condotta e l’altro per motivi di salute.

Tommaso, invece, nel 1897 passa al Noviziato di Racconigi (sempre in prov. di Cuneo): qui veste l’abito cappuccino e cambia il suo nome in quello di Padre CESARE DA COLLEPARDO (*). Prosegue poi la sua formazione studiando Filosofia, Dogmatica e Morale e quindi nel 1904 viene ordinato sacerdote. Nello stesso anno ottiene anche la patente di predicazione.

Da questo momento inizia il suo apostolato della parola: sappiamo che i padri cappuccini hanno sempre avuto una grande tradizione di predicatori, ma dalle testimonianze che ci sono giunte possiamo dire che Padre Cesare acquistò veramente fama di grande oratore: benché giovane, per la sua dottrina e per la sua eloquenza, i parroci ed i Vescovi facevano a gara per offrirgli i pulpiti delle loro chiese e delle loro cattedrali. E' stato anche definito "l'oratore e predicatore per eccellenza".

Tra il 1911 e il 1913 è a Roma per frequentare la Pontificia Università Gregoriana, dove consegue, a pieni voti, la laurea in Diritto Canonico.

Rientrato in Piemonte viene scelto quale Segretario Provinciale dall’allora Ministro Provinciale dei Cappuccini padre Raffaele da Valfenera, e tale carica gli è confermata anche dai suoi successori. Nel 1922 viene eletto a sua volta Ministro Provinciale del Piemonte, incarico che ricopre per tre volte (dal 22 al 25, poi dal 28 al 31 e poi ancora dal 34 al 37, data della morte). Si noti che gli intervalli tra una elezione e l’altra sono imposti dalle Costituzioni dell’Ordine Francescano, per cui le sue ripetute rielezioni a capo della provincia piemontese la dicono lunga circa la stima che si nutriva per tale personaggio.

Durante il suo governo istituì il Seminario Serafico di Bra (prov. di Cuneo) e costruì l'infermeria per i religiosi infermi al Monte (nella città di Torino). Si occupò anche delle parrocchie di S. Lorenzo al Verano e di S. Ippolito a Roma.

Contemporaneamente continuava il suo impegno di predicatore. Un suo confratello ci ha lasciato la seguente testimonianza: ”Non appena si seppe che il Padre Cesare era ritornato in Piemonte, i parroci che lo avevano avuto predicatore nelle loro parrocchie, gli eccellentissimi Vescovi che lo avevano udito nelle loro Cattedrali, nelle loro Diocesi, vollero riaverlo ancora; altri che ne avevano raccolta la fama di zelante ed eloquente oratore, lo richiedevano. L’Italia, e anche la Svizzera, ma specialmente il Piemonte, furono il campo del suo apostolato. Non si possono contare le sue predicazioni; né i luoghi, gli istituti maschili e femminili, le parrocchie, le diocesi che udirono la sua eloquenza. Eloquenza che penetrava i cuori, suscitava l’entusiasmo, trascinava le moltitudini e riempiva di ammirazione gli uditori.

Nel gennaio del 1936 viene anche nominato “curato” (ovvero Parroco) della Parrocchia-Santuario del S. Cuore di Gesù in Torino.

Un altro campo al quale si dedicò molto furono le missioni, sull'esempio del grande missionario card. Guglielmo Massaia (1809-1886), che era appartenuto anch'egli alla provincia piemontese. Padre Cesare curò personalmente la riorganizzazione delle Missioni Cappuccine in Africa orientale e dalla sua parrocchia in Torino fece partire i primi cinque missionari cappuccini destinati nella regione dei Galla.

Fondò la rivista mensile "La Nuova Crociata Francescana", organo ufficiale della congregazione, e il "Calendario Francescano".

Nel mese di gennaio del 1937 fu chiamato a Loreto per un ciclo di predicazioni. Al suo ritorno a Torino, ai primi di febbraio, cominciò subito a lavorare per organizzare una "Giornata Francescana" che aveva indetto per il successivo 21 aprile. Aveva pertanto convocato per il 9 febbraio il Consiglio Provinciale del Terzo Ordine Francescano, ma non poté presiedere l'adunanza perché la notte precedente fu colpito da grave malattia. Benché a letto, volle comunque che gli venissero lette le relazioni presentate all'assemblea e continuò costantemente a seguire i lavori preparatori. Dopo dieci giorni di malattia, nel pomeriggio del 19 febbraio 1937 morì all’età di 54 anni.

I funerali, celebrati il 21 febbraio, furono imponenti: parteciparono numerosissimi i cittadini di Torino, le varie associazioni e istituzioni, le autorità ecclesiastiche, civili e militari, le rappresentanze degli Ordini e Congregazioni religiosi e di tutti i luoghi sedi di conventi cappuccini. Dopo la Messa solenne la salma fu trasportata nel piccolo Cimitero della Madonna di Campagna.

Molti giornali e diversi periodici italiani ed anche stranieri parlarono, con toni elogiativi, del frate deceduto.

Per onorarne la memoria i suoi confratelli istituirono una borsa di studio, a lui intitolata, in favore di un giovane allievo missionario.

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A cura di Maurizio Grande
(rielaborazione di un articolo pubblicato sulla rivista "Terra Nostra" agosto-ottobre 1998)
© Vietata la riproduzione in qualsiasi forma

Si ringrazia Padre Ferruccio Bortolozzo, Ministro Provinciale dei Frati Minori Cappuccini di Torino

(*) nel libro fotografico "Memorie di Collepardo", 1998, a pag. 111 viene erroneamente chiamato "Padre Cesare Fiormonte".

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