La Croce sul Monte Rotonaria
- Collepardo -

  Il Monte Rotonaria (1.750 m.) appartiene alla catena dei Monti Ernici, di cui ne costituisce la propaggine meridionale. Monte Rotonaria

  Ad Ovest e a Nord è congiunto, tramite due selle, rispettivamente ai monti Monna e Fanfilli (entrambi di 1.950 m.). Verso Est un ampio crestone scende fino al Vado di Porca e quindi alla Certosa di Trisulti. In direzione Sud, invece, e cioè verso Capo Rio e il paese di Collepardo, il monte è nettamente tagliato a parete, alta nella parte centrale circa 550 m., di aspetto dolomitico. Sulla cima si gode uno splendido e vasto panorama, che spazia per tutta la Ciociaria e che, nelle giornate particolarmente serene, arriva fino al Mar Tirreno. Sulla sua cima nidifica ancora oggi l'aquila reale.

  L’etimologia del suo nome è collegata al fatto che la parete sud appare di forma circolare, "ad anfiteatro", quasi ad abbracciare la sottostante vallata di Capo Rio. Sulle antiche carte topografiche conservate nell’Archivio Storico Comunale, infatti, vengono riportati i nomi di Rotundaria, Ritondaria e Rotondaria.

LA PRIMA CROCE IN LEGNO (1900)
  Nel 1900 il pontefice Leone XIII indice l'Anno Santo e, per ricordare tale occasione, in tante parti d'Italia ed anche all'estero vengono installate numerose croci sulla sommità di monti ed alture. Anche in Ciociaria vengono poste alcune croci: un esempio è quella sul monte Cacume (m. 1.098), nel territorio di Patrica. La prima croce

  Anche a Collepardo si pensa di installarne una sul monte Rotonaria, la cui vetta appartiene al territorio comunale. Se ne fanno promotori il diciottenne Tommaso Tagliaferri, di Collepardo, e Deodato Tagliaferri (39 anni), abitante nella frazione Civita, unitamente al Parroco di Collepardo don Celestino Graziani ed al Priore della Certosa di Trisulti don Bernardino De Santis.

  L'8 agosto del 1900 due tronconi di legno di quercia vengono trasportati mediante buoi, con partenza da Civita. Una volta sulla vetta essi vengono uniti a formare la croce, che viene rinforzata con dei tiranti per contrastare la forza dei venti.

  Ciò nonostante, nel febbraio del 1951, logorata del tempo e dalle intemperie, quella prima croce di legno cade durante l’infuriare di una tempesta, in singolare coincidenza con la morte di Tommaso Tagliaferri (colui che, come già detto, era stato uno dei promotori nel 1900), che avviene il giorno 28 di quello stesso mese.

  La vecchia croce rimane incastrata tra le rocce sottostanti la vetta, ed è ancora oggi visibile.

LA CROCE IN FERRO (1956)
  Subito si pensa ad installare un'altra croce: tra coloro che organizzano l'impresa troviamo i discendenti degli antichi promotori: il geom. Ubaldo Tagliaferri (figlio di Tommaso) ed il Parroco don Filippo Frasca (Deodato Tagliaferri era il suo nonno materno). Essi sono affiancati da Erasmo Cristini, Serafino Cristini e Vincenzo De Sanctis. La materiale realizzazione della croce è affidata agli artigiani Nunzio De Sanctis e Antonio Sarandrea. Tutti i loro nomi, insieme con quello dell'allora Vescovo mons. Edoardo Facchini, sono immortalati in una lapide marmorea posta ai piedi della croce stessa.

  Il geom. Ubaldo Tagliaferri realizza il progetto e ne chiede la necessaria autorizzazione al Comune di Collepardo. Viene anche organizzata una colletta per raccogliere i fondi necessari a coprire le spese.

  L’installazione viene stabilita per domenica 12 agosto 1956 e pochi giorni prima un gruppo sale sulla vetta per preparare la base della nuova croce.

  La sera di sabato 11 agosto si riparte nuovamente: i vari pezzi di ferro vengono trasportati a spalla e a dorso di mulo, per essere montati sul posto alle prime luci dell’alba.

  Nel frattempo, giù al paese, alle ore 3 di mattina le campane suonano a festa, chiamando a raccolta i fedeli, che numerosi si avviano verso la vetta.

  Giunti in cima possono ammirare la nuova croce in traliccio di ferro: essa misura 5 metri di altezza e 3 di larghezza ed ha un peso di 400 kg.

12 agosto 1956
Al centro della foto si vedono tre dei promotori: il geom. Ubaldo Tagliaferri (con la camicia a quadri), Erasmo Cristini (con il cappello in mano) e Vincenzo De Sanctis (seduto e leggermente voltato).

  Il Parroco don Filippo Frasca prepara un altare da campo, celebra una prima Messa e poi benedice la nuova croce. Altre due Messe vengono successivamente celebrate da padre Albino Bussiglieri e da padre Stefano Sarandrea.

  Nell'agosto del 1969 sul lato anteriore della croce viene posta una rete metallica, al fine di migliorarne la visibilità dal paese.

LA NOTTE DI S. LORENZO
  Negli ultimi anni la tradizionale escursione sul monte Rotonaria è abbinata al "Trekking di S. Lorenzo" che si svolge intorno al 10 agosto, con partenza nel pomeriggio-sera e pernottamento presso la "Sella Faito" in tenda o sacco a pelo, dopo aver osservato le stelle cadenti. La mattina successiva si prosegue fino alla croce e poi si torna in paese.

  Nel 1996 il 40’ anniversario della croce in ferro viene celebrato con una mostra fotografico-documentaria nei locali del Centro Sociale Anziani e con la proiezione di filmati d’epoca.

  Nel 1997 la stazione del C.N.S.A.S. (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) di Collepardo ha deciso di rifare il "look" alla croce. Essendo lo stato generale della struttura ancora perfettamente conservato, si rende necessario solo ridipingerla e sostituire la rete metallica, ormai lacerata e bucata in più punti. Si decide inoltre di ripulire la base, per riscoprire la lapide marmorea con i nomi dei promotori, e di fissare una cassettina metallica contenente il "libro di vetta".

  L’Amministrazione Comunale fornisce la vernice, il sig. Elio Rondinara dona la cassettina metallica ed i volontari del C.N.S.A.S. fanno il resto, guidati dal loro capo stazione sig. Maurizio Carpentieri.

  Sabato 9 agosto 1997 numerosi gruppi di collepardesi si avviano verso la vetta, con partenza dal Campeggio comunale "Monti Ernici". Si contano circa 200 presenti: essi trascorrono la notte in tenda o sacco a pelo e la mattina successiva vengono riforniti di acqua dai volontari del C.N.S.A.S., tramite un elicottero della Guardia di Finanza, gentilmente messo a disposizione dal comando di Patrica di Mare.

  Il priore della Certosa di Trisulti don Dionisio Raponi, anche lui giunto a piedi sulla cima del monte, celebra la S. Messa su un altare da campo allestito sull’aia della "Sella Faito".

  • Ulteriori informazioni sul prossimo Trekking: Tel. 0775.47076 (Associazione Pro Loco)

  • Escursioni e cartine sul sito dei Monti Ernici

    -----
    A cura di Maurizio Grande
    © Vietata la riproduzione in qualsiasi forma


    Ritorno alla pagina principale di Collepardo