Sito ufficiale del Comune www.collepardo.it: Home > Personaggi
Comune di COLLEPARDO
(Frosinone) - Italia

Personaggi:

San Domenico abate


Busto di
San Domenico abate
(951-1031)
custodito nell'eremo di Trisulti

Nell’anno 983, all’età di 32 anni, il monaco benedettino DOMENICO da Foligno, dopo aver fondato vari monasteri in diverse località dell’Abruzzo, oltrepassa i confini di quella regione insieme al fedele monaco Giovanni e giunge in un luogo chiamato “Trisaltus” (tre valichi), oggi Trisulti, nel territorio comunale di Collepardo.

Qui i due monaci si stabiliscono in una piccola caverna ai piedi del monte Porca, dove trascorrono tre anni in solitudine, tra digiuni e preghiere. Un giorno, però, un cervo inseguito da alcuni cacciatori si rifugia proprio in quella grotticella, facendo scoprire il nascondiglio del santo. Gli abitanti della zona cominciano quindi a visitarlo e la sua fama di santo eremita inizia a propagarsi nelle località vicine.

Nel 987, ispirato da un angelo che gli appare di notte, Domenico scende dall’eremo e con alcuni proseliti inizia poco più in basso la costruzione di una chiesa e di un monastero, ultimati nell’anno 996 circa e dedicati a S. Bartolomeo apostolo. Uno spettacolare miracolo del Santo avviene quando, durante i lavori di costruzione della nuova chiesa, affollata di operai, il Diavolo provoca il distacco di un enorme masso dalla montagna sovrastante. Udendo il rumore del sasso che rotola verso il basso, Domenico si volta e, tracciando in aria il segno della croce, arresta immediatamente la corsa della pietra, che si conficca nel terreno a pochi metri dall’edificio, senza colpire nessuno.

Sull’opposto versante della vallata un altro Monastero, dedicato a S. Nicola, è consacrato alle monache benedettine. Nelle principali solennità dell’anno Domenico è solito invitare le due comunità a scendere in fondo alla vallata, dove egli, in piedi sull’antico ponte in pietra, tiene loro lunghi sermoni: è per questo motivo che da allora quel ponte è da tutti conosciuto con il nome di “Ponte dei Santi”. Un giorno il fragore della corrente è talmente forte che impedisce di udire le parole del Santo. Egli allora compie un gesto con la mano, e le acque si calmano per tutta la durata della predica.

Ben presto da Trisulti la sua fama si diffonde nei luoghi più lontani, i racconti dei suoi miracoli si estendono e, insieme alle sue conoscenze di medicina naturale, gli valgono la fama di “medico” e “taumaturgo”. Un giorno, ad esempio, una nobile donna che soffriva di un continuo flusso di sangue, dopo aver consultato invano numerosi medici, si presenta al monastero. Alcuni servitori della donna chiedono dell'acqua al Santo e la fanno bere alla malata, che immediatamente guarisce.

Un altro famoso episodio avviene quando due monaci di Montecassino vengono inviati a Trisulti per portarvi una certa quantità di pesci. I due però, durante il percorso, nascondono quattro pesci in mezzo ad alcuni sassi, con il proposito di trafugarseli sulla strada del ritorno. Giunti al monastero, vi si trattengono per alcuni giorni. Al momento di ripartire l’abate Domenico li avverte di non toccare i pesci nascosti perchè erano stati trasformati in serpenti, e li fa accompagnare da altri suoi monaci che portano il suo bastone. Quando raggiungono il nascondiglio, tutti vedono che i pesci sono realmente divenuti serpenti ma, toccati con il bastone del Santo, essi subito riprendono le loro sembianze originarie. Probabilmente anche da questo episodio deriva il “rito dei serpari” cosí legato al culto di San Domenico.

Domenico rimane abate di Trisulti per lunghi anni, guidando costantemente la sua comunità, ma ciò non gli impedisce di allontanarsene diverse volte, per andare a predicare o a fondare altri luoghi di culto in altre località.

Di ritorno da uno dei suoi ultimi viaggi, in cui era tornato a visitare i suoi primi monasteri abruzzesi, Domenico decide di passare per Sora, dove il signore della città gli promette la costruzione di un nuovo Monastero presso l’antica villa di Cicerone.

Passati altri anni a Trisulti, gli giunge la notizia che il nuovo Monastero di Sora è ormai ultimato. Riunisce allora il popolo di Collepardo e degli altri paesi vicini nella chiesa di S. Maria di Cannavinnano (che oggi purtroppo non esiste più), per pronunciare il suo discorso di addio. Il discorso, pervenutoci integralmente, costituisce il suo testamento spirituale, e si conclude richiamando tutti al rispetto nei confronti della comunità monastica di Trisulti. In questa occasione avviene anche l’episodio miracoloso della liberazione di una donna posseduta dal demonio: l’indemoniata viene portata all’interno della Chiesa e Domenico si raccoglie per tre ore in preghiera, finché non ottiene la completa guarigione della donna.

Dopo questo episodio Domenico riparte per Sora, dove prende possesso del nuovo Monastero (1011) di cui sarà abate fino alla morte, avvenuta il 22 gennaio 1031.

Oggi nel territorio di Collepardo è possibile visitare i luoghi in cui è vissuto il Santo:

  • L’antico eremo sotto il monte Porca, restaurato a cura dei monaci di Trisulti, è agevolmente raggiungibile attraverso un comodo sentiero. Vi si custodisce un busto in bronzo del Santo (vedi foto in alto).

  • Il Monastero dedicato a S. Bartolomeo è oggi più conosciuto con il nome di S. Domenico ed è visibile a poche centinaia di metri dalla Certosa di Trisulti. La festa viene celebrata ogni 22 agosto, data in cui, nel 1104, il Santo fu elevato alla gloria degli altari.

  • Il Monastero femminile dedicato a S. Nicola si trova presso la frazione Civita, ed è visibile già da Trisulti, sull’opposto versante della vallata. Nella penultima domenica di agosto vi si celebra la tradizionale festa della Madonna del Sacchetto.

  • Il Ponte dei Santi è posto in fondo alla vallata del torrente “Fiume”, in una località incantevole.

    -----
    A cura di Maurizio Grande
    © Vietata la riproduzione in qualsiasi forma

    Bibliografia:
    A. Taglienti, Il Monastero di Trisulti e il Castello di Collepardo, 1984

    Altre notizie su S. Domenico nel sito della Confraternita di Villalago (AQ).

    Questa pagina è in corso di inserimento in:

    Ritorno alla pagina principale di Collepardo