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Comune di COLLEPARDO
(Frosinone) - Italia

Personaggi:

Lazzaro Liberatori

Lazzaro Liberatori
(1903-1939)

Lazzaro LIBERATORI nacque a Collepardo (FR) il 10 giugno 1903, da Alfredo Liberatori e da Carolina Cioè.

Inviato in Spagna con i reparti italiani che operavano nella Guerra Civile, il 16 gennaio 1939 sul Fronte di Catalogna fu protagonista di un eroico episodio che gli costò la vita, a 35 anni, e per il quale gli venne concessa la Medaglia d'Oro al valor militare, con la seguente motivazione:

"Porta arma di un plotone fucilieri avanzato, sprezzante di ogni pericolo, difendeva la posizione che gli era stata affidata, causando gravi perdite ai nemici che, resi bandanzosi dal numero, per tre volte erano venuti inutilmente all’assalto, Nel corso di nuovo e più violento attacco, avuta la sensazione che i pochi difensori, già duramente provati dalla stanchezza e dalle perdite subite, non avrebbero ulteriormente potuto resistere al nuovo poderoso urto degli assalitori, votandosi coscientemente al sacrificio per infondere nei propri compagni la disperata volontà di resistere, usciva dalla posizione e si slanciava contro il nemico irrompente. In piedi, solo, bersaglio di tutte le armi, sotto il lancio delle bombe a mano, già ferito, col fucile mitragliatore imbracciato a guisa di moschetto decimava il gruppo più minaccioso, volgendo in fuga gli altri, sorpresi da tanta audacia. Cadeva poi colpito a morte, mentre i compagni infiammati da tanto sublime eroismo, scattavano al contrattacco che determinava la definitiva sconfitta dell’avversario.
Fronte di Catalogna - Quota 802 di S. Coloma de Oueralt, 16 gennaio 1939."

Nello stesso anno 1939 l'Amministrazione comunale di Collepardo gli intitolò la piazza centrale del paese, sulla quale si affaccia il Palazzo comunale e la Chiesa parrocchiale.

Le sue spoglie riposano nel Sacrario Militare Italiano di Saragozza, in Spagna.

Per la ricostruzione storica del periodo consultare l'apposita pagina.

Il 15 agosto 1942 il direttore del Campo sfollati Le Fraschette di Alatri, dott. Camillo Santamaria-Nicolini, comunicò all’Ispettorato per i Servizi di guerra e al Prefetto di Frosinone che il campo stesso “ha assunto la denominazione di Villaggio Lazzaro Liberatori”. La cosa però non ebbe seguito, perché in realtà il campo continuò a chiamarsi secondo il toponimo, e cioè “Campo di concentramento Le Fraschette”, o, come inizialmente si scrisse erroneamente, “Campo Fraschetti”.

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A cura di Maurizio Grande
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Bibliografia:
W. Pocino, I Ciociari. Dizionario biografico, 1961

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